morire a primavera

La mòrta

Mu me la mòrta
l’a m fa una pavéura che mai
ch’u s lasa tròpa ròba ch’l’a n s vaid piò:
i améig, la tu faméia,
al piènti de’ pasègg ch’à cl’udòur,
la zénta te incuntrè una vòlta snò.
A vréa muréi d’inveràn quand che piòv
ch’u s fa la saira prèst,
e d’fura u s spòrca al schèrpi t’ e’ pantèn
e u i e è la zénta cèusa ti cafè
datònda ma la stòva.

* * *

La morte. A me la morte / mi fa morire di paura / perché morendo si lasciano troppe / cose che poi non si vedranno mai più: / gli amici, quelli della famiglia, i fiori / del viale che hanno quell’odore / e tutta la gente che hai incontrato / anche una volta sola. // Io vorrei morire proprio dentro l’inverno / mentre piove / in uno di quei giorni in cui è sera presto / e per la strada le scarpe si sporcano di fango / e la gente è chiusa nei caffè / stretta intorno alla stufa. (Traduzione di Roberto Roversi)

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