ars non dat panem

La poesia in Italia: tanta se ne scrive, poca se ne legge, ancor meno se ne compra.
Una riflessione di Barbara Bracci e Anna Maria Farabbi, su Carte Sensibili.

nell’immagine: Carl Spitzweg, “Der arme Poet” (Il povero poeta), 1839

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2 thoughts on “ars non dat panem

  1. Considerato che per scrivere buona poesia occorre leggerne tanta e che il livello medio della produzione poetica in Italia è decente qualcosa non quadra…

    • sul “decente” avrei i miei dubbi (apri una qualsiasi antologia di un premio poetico e poi mi saprai dire…), però è vero che ci sono molti buoni poeti in giro.
      molto c’entra il web, che anche per me è una delle principali fonti di informazioni.
      e molto – lasciamelo dire da insegnante – c’entra anche la tanto vituperata scuola. che, alla fine, qualcosa lascerà pure, anche solo in forma di tracce mnestiche inconscie..

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