due poesie di Franco Arminio

 

Che strana materia è un corpo
e che strano noi che ci stiamo chiusi dentro
murati, o appesi a un filo, poco importa.
Che piacere denso e sofferto
stare con te sotto un albero
e vedere zone lontane del mio corpo
tornare a casa.
Che strano il resto della giornata
con l’emozione che mi girava dentro
come una farfalla
come un carro armato.

* * *

alle cinque del pomeriggio
puoi essere in un bar
a bere un bicchiere d’acqua
o per strada. ti guardo da qui
da lontano.
vedo te,
un ragazzo che vende accendini,
un motorino che ti sfiora,
due che urlano in mezzo alla strada.
lasciali per favore
vai a guardare una vacca
un ramo storto
la neve sulla montagna.

Franco Arminio
(dalla sua pagina FaceBook)

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