la vergogna di credere

Cantabile 
(ma stonato)

Il bambino che vinta
infine la vergogna nera
di credere, e in preghiera
per un’ora poi lascia
il suo mazzetto di fiori
a Santa Rita da Cascia,
come potrà, mio Dio,
come potrà poi senza
odio perdonarti il furto
della tua inesistenza?

(Giorgio Caproni)

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2 thoughts on “la vergogna di credere

  1. Questa poesia mi sembra cruda o, meglio crudele.
    Mi sembra però che contenga un’insanabile contraddizione: non si può contemporaneamente esistere e non esistere.
    Forse non lo può fare neanche Dio.
    Come può il Poeta rivolgersi a Dio : ” mio Dio …..” eppoi accusarLo di aver raggirato un bambino devoto ed innocente facendogli credere che Egli esista ,non esistendo.
    Forse sarà che ho le idee un po confuse.

    • Che sia crudele, non c’è dubbio. Era senz’altro l’intenzione di Caproni.
      Il paradosso “Dio non esiste, ma non posso fare a meno di confrontarmi con lui” è esattamente quello che sta alla base della sua ultima produzione poetica, da “Il muro della terra” in poi.

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