cangiar non posso

Per qual mordace lima
discresce e manca ognor tuo stanca spoglia,
anima inferma? or quando fie ti scioglia
da quella il tempo, e torni ov’eri, in cielo,
candida e lieta prima,
deposto il periglioso e mortal velo?
C’ancor ch’i’ cangi ’l pelo
per gli ultim’anni e corti,
cangiar non posso il vecchio mie antico uso,
che con più giorni più mi sforza e preme.
Amore, a te nol celo,
ch’i’ porto invidia a’ morti,
sbigottito e confuso,
sì di sé meco l’alma trema e teme.
Signor, nell’ore streme,
stendi ver’ me le tuo pietose braccia,
tomm’a me stesso e famm’un che ti piaccia.

Michelangelo Buonarroti
(Rime, CLXI)

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