tre poesie di Angela Caccia

Sul dolore

Vicino e altrove
sospeso e senza forma
cadi su di me col suono
della neve

dovrò sostare nel tuo vuoto
per sgamarti

poi ti sfebbrerò sulle ginocchia
saremo amici
e ti darò un nome.

* * *

Stupori

Svegliarti
e accorgerti che
i passeri
già prima di te
la aspettavano

spazzati le cispe
della notte
tornano danzanti
i rami
ora quasi beffardi

eppure tremarono le ginestre
e qualcuno lanciò sassi
alle finestre ancora chiuse
dell’alba.

Si addensino pure le nuvole
carri di guerra alle frontiere

striscino dalle tane le bisce
che avvelenarono ieri

il bosco è tornato prato
e non c’è raggio
che non battezzi il giorno.

* * *

Le labbra al bello

Lasciami i tuoi occhi

vedrò il fiore minuto
e bianco tra le agavi
aprirò con le tue
le mie labbra al belo.

Dentro, la tua voce
ha fatto il nido sui rami
fogliosi di un noi

resto nel tuo sguardo
una pianura placida
un sogno senza scadenza

è in questa luce spersa
la tua assenza

l’ombra colma della stanza

sul pavimento cubi
castelli torri merli
e la mia cella.

(da “Il tocco abarico del dubbio”, Fara Editore, 2015)
qui una mia recensione del lbro
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