su una lettera non scritta

Le domande sono persino
banali: dove sei cosa fai
cosa guardi a chi parli
come riempi le ore.
Non te le faccio
per non violare il silenzio
parlare è facile tacere
quello è l’esercizio.
Prima o poi ti spedirò la lettera
che sto scrivendo da una settimana
ogni volta cancellandola
ricusando ogni sillaba.
Oppure chissà terminerò il disegno
l’ultimo dei tuoi ritratti
quello che forse ti coglierà intera
una volta per tutte.
C’è talmente tanta aria
fra me e te tanto vuoto
tante turbolenze che devo
pensarti forte fino a perdere il fiato.

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