il peso celeste, il carico terrestre

Gli animali del presepe

Salve, regno animale:
tutto il peso celeste
sopporti in solitudine.

Il carico terrestre
lo porti come se
fosse fatto di vento.

I gusci lacerati
sul ruvido cammino
e le tue cartilagini

e il tuo muso incolto,
la tua coda ipnotica,
il pelo maculato

la tua squama furtiva,
i colori che illudono,
il buio generale,

il volo limitato,
la pista malinconica,
la veronica triste

in me, che né ho imparato
ne sarò mai pastore,
d’un colpo s’introducono.

Per toccare l’estremo
di questa mia natura
mi limito: somaro.

Per ricondurre al fieno
il senso di scultura,
mi concentro: son bue.

La varia condizione
dove si va a scontrare
quest’ansia di spiegarmi

ancora si alimenta
nel buio di capanna
al segno: sono un angelo.

(Carlos Drummond de Andrade – traduzione mia)

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