sulla riva del vasto mondo

Quando ho paura di cessare d’essere
prima che possa mietere il rigoglio
della mente, che in pile di caratteri
sia riposto il raccolto ben maturo;
quando oscuri e nebbiosi sopra il volto
stellato scorgo i simboli d’amore,
e penso che giammai di quelle ombre
la sorte traccerei con mani magiche;
e quando, bionda creatura d’un’ora,
sento che potrei non vederti più,
né assaporare il potere incantato
dell’amore incosciente – ecco, alla riva
del vasto mondo sto da solo, e penso,
e amore e fama affondano nel nulla.

John Keats
(traduzione mia)

* * *

When I have fears that I may cease to be
Before my pen has gleaned my teeming brain,
Before high-pilèd books, in charactery,
Hold like rich garners the full ripened grain;
When I behold, upon the night’s starred face,
Huge cloudy symbols of a high romance,
And think that I may never live to trace
Their shadows with the magic hand of chance;
And when I feel, fair creature of an hour,
That I shall never look upon thee more,
Never have relish in the faery power
Of unreflecting love—then on the shore
Of the wide world I stand alone, and think
Till love and fame to nothingness do sink.

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