onde alfa

Leggo che il cervello dei gatti funziona con la frequenza-base delle onde alfa, quelle che il cervello umano emette durante gli stati di profondo rilassamento, la meditazione o lo yoga. Non so se è vero. Però ho sempre amato il modo in cui i gatti si muovono, come scivolando in una privata galleria d’aria, a loro soltanto visibile e accessibile.
La gatta di C. ronfava di piacere, con i suoi infrasuoni gatteschi, finché seguivo la linea diritta dalla sommità della testa (quello spazio un po’ concavo che c’è tra le orecchie dei gatti, dietro al quale si sente la depressione del cranio) fino alla coda, con il minuscolo sobbalzo di ciascuna vertebra attutito dal pelo morbido. Teneva gli occhi chiusi. Ma se appena appena provavo a deviare la mano, si voltava di scatto, mi assestava un piccolo morso (i denti non affondavano, la misura era precisa) e tornava a distendersi solo quando aveva ottenuto il ritorno alla traiettoria originaria.

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