correre per le strade

Ho una Chevrolet del ’69
con una testata Fuelie 396 e un cambio Hurst sul pianale
mi aspetta stanotte giù al parcheggio
fuori dai magazzini Seven-Eleven
io e il mio socio Sonny l’abbiamo costruita da un rottame
lui viene con me da città a città
corriamo solo per soldi non abbiamo legami
li zittiamo e poi li stendiamo

Stanotte stanotte la pista è perfetta
voglio fargli mangiare la polvere dal primo giro
è arrivata l’estate è il momento giusto
per andare a correre per le strade
Cogliamo tutte le occasioni che ci capitano
copriamo tutto lo stato nord-orientale
quando chiudono le piste corriamo per le strade
dalle mulattiere alle interstatali
certe persone rinunciano a vivere
e cominciano a morire poco a poco pezzo per pezzo
certe persone rincasano dal lavoro si danno una lavata
e vanno a correre per le stradeStanotte stanotte la pista è perfetta
voglio farli saltare tutti dai sedili
sfiderò tutto il mondo andremo a correre per le strade

L’ho incontrata sulla pista tre anni fa
in una Camaro con un tipo di Los Angeles
mi sono lasciato dietro la Camaro
e mi sono portato via quella ragazzina
ma ora ci sono rughe attorno agli occhi della mia donna
e la notte piange fino ad addormentarsi
quando torno la casa è buia
lei singhiozza “Tesoro è andato tutto bene?”
siede sul portico della casa di suo padre
ma tutti i suoi bei sogni sono spezzati
guarda fisso nella notte da sola
con gli occhi di una che odia solo per essere nata
per tutti i perdenti sconosciuti e gli angeli con le auto truccate
che rombano attraverso questa terra promessa
stanotte io e la mia donna ce ne andremo al mare
e ci laveremo questi peccati dalle mani

Stanotte stanotte l’autostrada è illuminata
stattene fuori dai piedi amico
perché è arrivata l’estate ed è il momento giusto
per andare a correre per le strade

Bruce Springsteen
(da Darkness on the Edge of Town, 1978 – traduzione mia)

* * *

“L’assunzione del punto di vista interno implica la rinuncia al commento politico esplicito, ossia a quell’elemento che ha sempre stabilito una asimmetria, un rapporto pedagogico tra il cantante di protesta e i suoi destinatari. Springsteen vuole evitare a tutti i costi di ricadere nella canzone di protesta, perché comporterebbe la perdita di quel punto di vista interno e, con esso, la potenza comunicativa e innovativa della sua scrittura, oltre che il rapporto simmetrico, empatico e partecipato che ha instaurato con il suo pubblico. I personaggi delle sue canzoni raramente denunciano in modo esplicito e politicamente articolato i processi sociali ed economici all’origine della loro condizione. Al contrario, li percepiscono come inevitabili e immodificabili alla pari degli eventi naturali.”
(Alessandro Portelli – da qui)
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