riflessioni per il sabato santo

Er cimiterio de la Morte

Come tornai da la Madon-dell’-Orto
co cquer pizzicarolo de la scesta,
agnede poi cor mannataro storto
ar Cimiterio suo che cc’è la festa.

Ner guardà cqueli schertri io me sò accorto
d’una gran cosa, e sta gran cosa è cquesta:
che ll’omo vivo come ll’omo morto
ha una testa de morto in de la testa.

E ho scuperto accusí cche o bbelli, o bbrutti,
o ppréncipi, o vvassalli, o mmonziggnori,
sta testa che ddich’io sce ll’hanno tutti.

Duncue, ar monno, e li bboni e li cattivi,
li matti, li somari e li dottori
sò stati morti prima d’èsse vivi.

Roma, 10 dicembre 1832

(Giuseppe Gioacchino Belli)

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