il re del jazz_un racconto di Donald Barthelme

Il Re del Jazz
di Donald Barthelme

Beh adesso sono il re del jazz, pensò Hokie Mokie tra sé e sé mentre oliava la coulisse del suo trombone. Non c’è stato un trombonista come re del jazz da parecchi anni. Ma ora che Spicy MacLammermoor, il vecchio re, è morto, mi sa che sono io. Forse farei bene a suonare qualche nota fuori da questa finestra, per rassicurarmi.
“Wow”, disse qualcuno che se ne stava sul marciapiedie. “Hai sentito?”
“Ho sentito”, disse il suo compagno.
“Sei capace di distinguere i musicisti jazz americani di casa nostra, l’uno dall’altro?”
“In genere sì.”
“E allora chi era a suonare?”
“Mi pare proprio Hokie Mokie. Quelle poche note perfettamente selezionate hanno il vero bagliore epifanico.”
“Il che?”
“Il vero bagliore epifanico, quello che ottengono solo artisti del calibro di Hokie Mokie, che viene da Pass Christian, Mississippi. È il re del jazz, adesso che Spicy MacLammermoor se n’è andato.”
Hokie Mokie mise il trombone nella custodia del trombone e andò a un concerto. Al concerto tutti si inchinarono ai suoi piedi.
“Ciao Bucky! Ciao Zoot! Ciao Freddie! Ciao George! Ciao Thad! Ciao Roy! Ciao Dexter! Ciao Jo! Ciao Willie! Ciao Greens!”
“Che suoniamo, Hokie? Sei tu il re del jazz adesso, decidi tu.”
“Che ne dite di ‘Smoke’?”
“Wow!”, dissero tutti. “Hai sentito? Hokie Mokie può stendere chiunque, solo per come pronuncia una parola. Che intonazione quel ragazzo! Dio onnipotente!”
“Non voglio suonare ‘Smoke’”, disse qualcuno.
“Ti dispiace ripetere, straniero?”
“Non voglio suonare ‘Smoke’. ‘Smoke’ è moscio. Non mi piacciono gli accordi. Mi rifiuto di suonare ‘Smoke’”.
“Si rifiuta di suonare ‘Smoke’! Ma Hokie Mokie è il re del jazz e ha detto ‘Smoke’!”
“Amico, vieni da fuori città o cosa? Che significa che ti rifiuti di di suonare ‘Smoke’? E a proposito, come sei capitato qui? Chi ti ha ingaggiato?”
“Sono Hideo Yamaguchi, vengo da Tokyo, Giappone.”
“Oh, sei uno di quei giapponesi, eh?”
“Sì, sono il più grande trombonista di tutto il Giappone.”
“Beh, sei il benvenuto finché non ti sentiamo suonare. Dimmi, il Tennessee Tea Room è ancora il miglior posto per il jazz a Tokyo?”
“No, adesso il miglior posto a Tokyo è lo Square Box.”
“Carino. Ok, adesso suoniamo ‘Smoke’ come ha detto Hokie poc’anzi. Pronto, Hokie? Ok, te ne conto quattro. Uno! Due! Tre! Quattro!”
I due che se ne stavano sotto la finestra di Hokie l’hanno seguito nel club. Adesso dicono:
“Dio buono!”
“Si, quello è il famoso stile ‘Alba Inglese’ di Hokie. Suona con un sacco di raggi che vengono fuori, alcuni rossi, alcuni blu, alcuni verdi che partono da un centro viola, alcuni color oliva che partono da un centro bruno…”
“Anche quel giovanotto giapponese è bravino.”
“Sì, è proprio bravo. E tiene il trombone in un modo tutto particolare. Spesso quello è il segno dei grandi musicisti.”
“Tutto piegato con la testa tra le ginocchia… Dio buono, è sensazionale!”
È sensazionale, pensò Hokie. Forse dovrei ammazzarlo.
Ma in quel momento qualcuno entrò dalla porta di fronte a lui spingendo una marimba da quattro ottave e mezzo. Sì, era Fat Man Jones, e cominciò a suonare ancora prima di essere passato per la porta.
“Che stiamo suonando?”
“Billie’s Bounce.”
“Proprio come pensavo. In che siamo?”
“Fa.”
“Proprio dove pensavo. Non suonavi con Maynard?”
“Sì, sono stato in quella band per un po’ prima di finire in ospedale.”
“Per cosa?”
“Ero stanco.”
“Che cosa possiamo aggiungere alla fantastica musica di Hokie?”
“Che ne dici di un po’ di pioggia o di stelle?”
“Forse un po’ presuntuoso?”
“Chiedigli se gli dà noia.”
“Chiediglielo tu, io ho paura. Non si cincischia con il re del jazz. Anche quel giovanotto giapponese è bravino.”
“È sensazionale.”
“Credi stia suonando in giapponese?”
“Beh, non penso sia inglese.”
Sono trentacinque anni che questo trombone mi fa diventare verde il collo, pensò Hokie. Come mai devo ancora sostenere una sfida, alla mia età?
“Beh, Hideo…”
“Sì, Mister Hokie?”
“Hai suonato bene sia su ‘Smoke’ sia su ‘Billie’s Bounce’. Sei bravo quasi quanto me, mi dispiace dirlo. In effetti, ho deciso che sei *meglio* di me. Odio questa constatazione, ma così è. Sono stato il re del jazz soltanto per ventiquattr’ore, ma la spietata logica di quest’arte mi impone di inchinarmi alla Verità, quando la sento.”
“Forse si sbaglia?”
“No, le orecchie ce le ho. Non mi sbaglio. Hideo Yamaguchi è il nuovo re del jazz.”
“Vuol essere re emerito?”
“No, adesso metto via il trombone e sgattaiolo via. Il concerto è tuo, Hideo. Puoi scegliere il prossimo brano.”
“Che ne dice di ‘Cream’?”
“Ok, avete sentito che cosa ha detto Hideo, è ‘Cream’. Sei pronto, Hideo?”
“Hokie, non te ne devi andare. Puoi suonare anche tu. Spostati soltanto un po’ da quella parte…”
“Grazie, Hideo, è molto gentile da parte tua. Penso che suonerò un pochino, dato che sono ancora qui. Pianissimo, ovviamente.”
“Hideo è strepitoso su ‘Cream’!”
“Sì, immagino sia il suo pezzo forte.”
“Ma che cos’è questo suono che arriva da quell’angolo là?”
“Quale angolo?”
“A sinistra.”
“Vuoi dire quel suono che suona come l’avanguardia della vita? Quel suono come di orsi polari che attraversano le padelle di ghiaccio polari? Quel suono come una mandria di buoi muschiati a tutta velocità? Quel suono come di trichechi maschi che si tuffano sul fondo del mare? Quel suono come di soffioni che fumano sui versanti del Monte Katmai? Quel suono come di un tacchino selvatico che passeggia nelle soffici profondità di una foresta? Quel suono come di castori che masticano alberi negli acquitrini degli Appalachi? Quel suono come di un fungo ostrica che cresce sul tronco di un pioppo? Quel suono come di un cervo mulo che vaga sulle pendici della Sierra Nevada? Quel suono come di cani della prateria che fischiano? Quel suono come di erba che rotola sulle anse di un fiume? Quel suono come di lamantini che ruminano alghe a Cape Sable? Quel suono come di procioni che si muovono in branchi attraverso l’Arkansas? Quel suono come…”
“Dio buono, è Hokie! Persino con la sordina montata, sta buttando Hideo giù dal palco!”
“Adesso Hideo è in ginocchio! Dio buono, sta prendendo dalla cintura una grossa spada d’acciaio… Fermatelo!”
“Wow! È stata la ‘Cream’ più eccitante mai suonata! Hideo è a posto?”
“Sì, qualcuno gli sta portando un bicchier d’acqua.”
“Hokie, sei il mio eroe! È stata la cosa più cazzutevole che io abbia mai visto!”
“Sei di nuovo il re del jazz!”
“Hokie Mokie è lo spettacolo più spettacolare che c’è!”
“Sì, Mister Hokie, signore, devo ammettere che mi ha buttato giù dal palco. Mi accorgo che ho ancora tanti anni di lavoro e di studio davanti a me.”
“Non c’è problema, figliolo. Non ci pensare per niente. Capita ai migliori fra noi. O capita quasi ai migliori fra noi. Ora voglio che tutti si divertano perché suoneremo ‘Flats’. ‘Flats’ è la prossima.”
“Con il suo permesso, signore, ritorno al mio hotel e faccio le valigie. Sono profondamente grato per tutto ciò che ho imparato qui.”
“Non c’è problema, Hideo. Buona giornata. Eh eh. E adesso, ‘Flats’.”

(traduzione mia)

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