diario della strage

Nizza, 14 luglio 2016

Stanotte ho sognato un viaggio
che non poteva partire
perché nessuno conosceva la destinazione
tutti giocavano ad acchiapparella
tranne me che al telefono
ansiosamente chiedevo direzioni
a una linea sempre interrotta.
Al risveglio pioveva
una pioggia di luglio compatta e profumata
nel grigio ho studiato con metodo
Mozart (Sonata K. 333 in Si bemolle maggiore)
ho risolto quasi tutte le difficoltà tecniche
fatto quadrare i tempi sistemato gli abbellimenti.
Sapevo tutto dei morti
volevo solo evitare il frastuono
rimanere lì ancora con il pigiama addosso
la barba di ieri
premere i pedali scalzo
sciogliere le tensioni allineare i tendini.
Qualche giorno fa a proposito
ci è entrato in casa un grosso geco
i bambini erano sovraeccitati
non volevamo ucciderlo solo farlo uscire
ma è caduto nella vasca da bagno
si è staccato un pezzo di coda
guizzava rapidissimo lungo le pareti lisce
tracciando scie di sangue
alla fine siamo riusciti a rinchiuderlo in una pentola
e l’abbiamo gettato in giardino
per un po’ ha finto di essere morto
poi è scomparso
la coda invece ha continuato a vibrare a lungo.

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