contro la malinconia_di Warsan Shire

Warsan vs Malinconia
(I sette stadi dello stare soli)

* * *

l’insostenibile peso del restare (la fine della relazione)

non so quando l’amore è diventato sfuggente
ma so che non conosco nessuno che ce l’abbia
le braccia di mio padre attorno al collo di mia madre
frutto troppo maturo da mangiare, una porta mezza aperta
quando il tuo nome è solo una mano che non posso tenere
tutto ciò in cui ho sempre creduto diventa magia

penso agli amanti come a degli alberi, che crescono
da e verso l’un l’altro in cerca della stessa luce,
la risata di mia madre nella stanza buia,
una foto che ingrigisce al mio tocco,
è tutto ciò che so fare, portare in giro la perdita finché
comincio a somigliare a tutti i brutti ricordi,
tutte le terribili paure,
tutti gli incubi che ognuno abbia mai avuto.

ti chiedo mi hai mai amato?
mi dici certo, certo talmente in fretta
che mi sembri qualcun altro
ti chiedo sei fatto d’acciaio? sei fatto di ferro?
tu urli al telefono, mi fa male lo stomaco

ti lascio andare, ho bisogno di qualcuno che sa come restare.

* * *

cara luna (la distrazione)

ti incolpiamo per le piene
i flussi di sangue
gli uomini che sono anche lupi
e anche se potresti tirare
la marea per i capelli
diciamo alla gente che ti abbiamo
camminato sopra
ti incolpiamo per la notte
il buio
i fantasmi
cosa fredda e inimmaginabile
che ci segui a casa,
ti usiamo
per vederci l’un l’altro i fragili
corpi nudi sotto la tua luce azzurra,
ti lasciamo guardare; tu
gonfia contro il vetro
soffia un’alone di vapore
mentre andiamo l’uno contro l’altro
umidi disperati
come pesci sotto
un cielo allagato.

* * *

come portare il rossetto di tua madre (la disperazione)

devi portarlo come lei porta sulla faccia la delusione
devi nascondere la sorpresa di assaggiare altri uomini sulle labbra
tua madre è una donna e le donne come lei non si possono contenere.

trovi il tubo nero nel suo beauty case, dove tiene
le vecchie lettere di tuo padre dal carcere,
vuoi disperatamente somigliarle
bellezza da cinema, ti tieni una mano contro la gola
tua madre era bellissima quand’era stesa sul pavimento
mezza nuda e sanguinante.

vai in bagno a mettere il rossetto,
un posto in cui nessuno ti trovi
i tuoi denti appaiono fragili contro quel rosso profondo scivoloso
sorridi come un neonato, la tua bocca è una ferita
non somigli affatto a tua madre
sei identica a tua madre.

chiami il tuo ex fidanzato, siedi sul water e ascolti
il telefono che squilla, quando risponde dici lentamente il suo nome
lui dice pensavo di averti detto di smettere di chiamarmi
ti lecchi le labbra, hai il sapore d’anni di solitudine.

* * *

domande per la donna che ero ieri sera (la conversazione onesta)

quanto sei andata lontano per uomini che non hanno mai tenuto in grembo i tuoi piedi?
quanto spesso hai barattato ossa, solo per farti disprezzare?
perché sei così attratta da ciò che non puoi avere?
da dov’è iniziato?
che cos’è andato male?
e chi ti ha fatto sentire così inutile?
se ti volevano, perché non ti hanno scelta?
tutto questo tempo, hai mendicato amore in silenzio, pensando che non ti sentissero, ma te lo annusavano addosso,
avresti dovuto saperlo che ti assaggiavano la disperazione sulla pelle
e quegli altri che avrebbero fatto di tutto per te, perché hai fatto sì che ti amassero finché non ne potevi più?
come mai sei entrambe queste donne, quella volubile e quella indispensabile?
dove l’hai imparato, a volere ciò che non ti vuole?
dove l’hai imparato, a lasciare quelli che vogliono restare?

* * *

penso di aver capito che cosa abbiamo sbagliato (la consapevolezza)

ci amavamo come due
che non conoscevano dio.
(come se non avessimo usato
ogni preghiera
ogni sura
ogni ayah
per chiedere a dio
qualcosa del genere)
subhanallah,
che vergogna.

* * *

per le donne difficili da amare (l’affermazione)

sei un cavallo che corre da solo
e lui cerca di domarti
ti paragona a un’autostrada impossibile
a una casa in fiamme
dice che lo accechi
che non può lasciarti
dimenticarti
volere altro se non te
gli dai le vertigini, sei insopportabile
ogni donna prima o dopo di te
è inzuppata del tuo nome
gli riempi la bocca
i denti gli dolgono con memorie di sapori
il suo corpo una lunga ombra in cerca del tuo
ma tu sei sempre troppo intensa
spaventosa nel modo in cui lo desideri
spudorata e sacrificale
ti dice che nessun uomo può essere all’altezza di quello
che abita nella tua testa
e tu hai cercato di cambiare vero?
sei stata più a bocca chiusa
hai cercato di essere più dolce
più carina
meno irascibile, meno sveglia
ma anche nel sonno sentivi
che nei suoi sogni si allontanava da te
e che cosa volevi fare amore
aprirgli la testa?
non puoi trasformare un essere umano in casa
avrebbero dovuto averti già avvertito
e se vuole andarsene
lascialo andare
sei spaventosa
e strana e bella
qualcosa che non tutti sanno come amare.

* * *

(la preghiera)

ya allah,
se manterrà soffice il mio cuore,
spezza il mio cuore ogni giorno.

(traduzioni mie)

Qui i testi originali…

…e qui le poesie recitate dall’autrice

(per Ele,
perché torni presto
a sorridere)

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