per il giorno dei morti – 2

William Shakespeare, Macbeth, V, 5, 16-28

SEYTON
La regina è morta, mio signore.

MACBETH
Doveva pur morire un giorno:
sarebbe arrivato il tempo per questa parola.
Domani, e poi domani, e poi domani,
strisciando a passettini di giorno in giorno,
fino all’ultima sillaba del tempo assegnato;
e i nostri ieri hanno guidato i pazzi
alla morte polverosa. Basta, breve candela!
La vita è un’ombra che cammina, un guitto
che incede e strepita per la sua ora
e poi tace per sempre. È un racconto
narrato da un idiota, tutto urla e furore
privo di ogni senso.

* * *

SEYTON
The queen, my lord, is dead.

MACBETH
She should have died hereafter;
There would have been a time for such a word.
— To-morrow, and to-morrow, and to-morrow,
Creeps in this petty pace from day to day,
To the last syllable of recorded time;
And all our yesterdays have lighted fools
The way to dusty death. Out, out, brief candle!
Life’s but a walking shadow, a poor player
That struts and frets his hour upon the stage
And then is heard no more. It is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury
Signifying nothing.

(traduzione mia)

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