tre traduzioni da Charles Simic

In biblioteca
(per Octavio)

C’è un libro che si chiama
“Dizionario degli Angeli”.
Non lo apre nessuno da cinquant’anni,
lo so, perché quando l’ho fatto io,
la copertina scricchiolava, le pagine
cadevano a pezzi. Lì ho scoperto

che una volta gli angeli abbondavano
un po’ come le mosche.
Il cielo al crepuscolo
ne era sempre pieno.
Dovevi agitare le braccia
solo per tenerli lontani.

Ora il sole splende
per le alte finestre.
La biblioteca è un posto tranquillo.
Angeli e dèi accalcati
in libri scuri mai aperti.
Il grande segreto giace
in uno scaffale accanto al quale
Miss Jones passa nei suoi giri quotidiani.

È molto alta, perciò tiene
la testa inclinata come in ascolto.
I libri sussurrano.
Io non sento niente, ma lei sì.

* * *

Contro l’inverno

La verità è più oscura sotto le palpebre.
Che cos’hai intenzione di farci?
Gli uccelli tacciono; nessuno a cui chiedere.
Tutto il giorno sbircerai il cielo grigio.
Quando soffia il vento tremerai come paglia.

Placido agnello, ti fai crescere la lana
finché vengono a cercarti con enormi cesoie.
Mosche volteggiano sulla bocca aperta,
poi anche loro volano via come foglie,
i rami nudi tesi invano verso di loro.

Arriva l’inverno. Come l’ultimo eroico soldato
di un’armata sconfitta, starai al tuo posto,
testa nuda ai primi fiocchi di neve.
Finché un vicino arriva a urlarti,
Charlie, sei più matto tu del clima.

* * *

Hotel Insonnia

Mi piaceva il mio bugigattolo,
con la finestra contro un muro di mattoni.
Alla porta accanto c’era un pianoforte.
Qualche sera al mese
un vecchio storpio veniva a suonare
“My Blue Heaven”.

Ma perlopiù era tranquillo.
Ogni camera col suo ragno infagottato,
che catturava mosche in una tela
di fumo di sigaretta e fantasie.
Tanto scuro
che nel farmi la barba non mi vedevo la faccia.

Alle cinque di mattina, piedi nudi al piano di sopra,
l’indovino “zingaro”,
con la vetrina all’angolo,
andava pisciare dopo una notte d’amore.
Una volta anche i singhiozzi di un bambino.
Talmente vicini, che pensai,
per un momento, di star singhiozzando io.

Charles Simic
(traduzioni mie)

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spot the difference

Qual è la differenza tra dire di amare la poesia e aiutare la poesia?
Certe volte, molto prosaicamente, sta nel mettere mano al portafoglio.

Per esempio: se tu, amato lettore, mon semblamble, mon frère, sei qui su questo blog è perché (presumo) di piace ciò che scrivo.
Ebbene, come ti ho ripetuto plusieurs fois, c’è per l’appunto in corso una campagna di crowdfunding, volta alla pubblicazione del mio prossimo libro, alla quale puoi aderire a questo link, con qualche semplicissimo click.
Siamo al 60% circa e mancano ancora 16 giorni. Forse possiamo farcela. E allora perché, dimmi, perché non contribuisci anche tu?
Intanto, eccoti qui un secondo video con una poesia recitata da me medesimo in persona.

 

cinque poesie di Pierluigi Cappello

 Pierluigi Cappello è morto oggi, a cinquant’anni.

* * *

Elementare

E c’è che vorrei il cielo elementare
azzurro come i mari degli atlanti
la tersità di un indice che dica
questa è la terra, il blu che vedi è mare.

* * *

Lascio la camera com’era quando era nei tuoi occhi,
incontrarti è il sapore che trattengo nel sorso di caffè.

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

Un giorno settembre era limpido e ventoso
il silenzio ammutoliva, la terra tornava al cielo.

* * *

Piove

Piove, e se piovesse per sempre
sarebbe questa tua carezza lunga
che si ferma sul petto, le tempie;
eccoci, luccicante sorella,
nel cerchio del tempo buono, nell’ora
indovinata
stiamo noi, due sguardi versati in un corpo,
uno stare senza dimora
che ci fa intangibili, sottili come un sentiero
di matita
da me a te né dopo né dove, amore,
nello scorrere
quando mi dici guardami bene, guarda:
l’albero è capovolto, la radice è nell’aria.

* * *

Parole povere

Uno, in piedi, conta gli spiccioli sul palmo
l’altro mette il portafoglio nero
nella tasca di dietro dei pantaloni da lavoro.

Una sarchia la terra magra di un orto in salita
la vestaglia a fiori tenui
la sottoveste che si vede quando si piega.

Uno impugna la motosega
e sa di segatura e stelle.

Uno rompe l’aria con il suo grido
perché un tronco gli ha schiacciato il braccio
ha fatto crack come un grosso ramo quando si è spezzato
e io c’ero, ero piccolino.

Uno cade dalla bicicletta legata
e quando si alza ha la manica della giacca strappata
e prova a rincorrerci.

Uno manda via i bambini e le cornacchie
con il fucile caricato a sale.

Uno pieno di muscoli e macchie sulla canottiera
Isolina portami un caffé, dice.

Uno bussa la mattina di Natale
con una scatola di scarpe sottobraccio
aprite, aprite. È arrivato lo zio, è arrivato
zitto zitto dalla Francia, dice, schiamazzando.

Una esce di casa coprendosi un occhio con il palmo
mentre con l’occhio scoperto piange.

Una ride e ha una grande finestra sui denti davanti
anche l’altra ride, ma non ha né finestre né denti davanti.

Una scrive su un involto da salumiere
sono stufa di stare nel mondo di qua, vado in quello di là.

Uno prepara un cartello
da mettere sulla sua catasta nel bosco
non toccarli fatica a farli, c’è scritto in vernice rossa.

Uno prepara una saponetta al tritolo
da mettere sotto la catasta e il cartello di prima
ma io non l’ho visto.

Una dà un calcio a un gatto
e perde la pantofola nel farlo.

Una perde la testa quando viene la sera
dopo una bottiglia di Vov.

Una ha la gobba grande
e trova sempre le monete per strada.

Uno è stato trovato
una notte freddissima d’inverno
le scarpe nella neve
i disegni della neve sul suo petto.

Uno dice qui la notte viene con le montagne all’improvviso
ma d’inverno è bello quando si confondono
l’alto con il basso, il bianco con il blu.

Uno con parole proprie
mette su lì per lì uno sciopero destinato alla disfatta
voi dicete sempre di livorare
ma non dicete mai di venir a tirar paga
ingegnere, ha detto. Ed è già
il ricordo di un ricordare.

Uno legge Topolino
gli piacciono i film di Tarzan e Stanlio e Ollio
e si è fatto in casa una canoa troppo grande
che non passa per la porta.

Uno l’ho ricordato adesso adesso
in questo fioco di luce premuta dal buio
ma non ricordo che faccia abbia.

Uno mi dice a questo punto bisogna mettere
la parola amen
perché questa sarebbe una preghiera, come l’hai fatta tu.

E io dico che mi piace la parola amen
perché sa di preghiera e di pioggia dentro la terra
e di pietà dentro il silenzio
ma io non la metterei la parola amen
perché non ho nessuna pietà di voi
perché ho soltanto i miei occhi nei vostri
e l’allegria dei vinti e una tristezza grande.

* * *

Gattino

Se tu lo prendi in mano
è tutto peli ed ossa,
ma l’occhio è sveglio e sano
guardingo ad ogni mossa;
lasciato sul cuscino
si libera nel gioco
il piccolo felino
lampo d’astuzia e fuoco;
si lancia e caprioleggia
nel cuore della vita
la zampa che dardeggia
insegue le tue dita
e dopo, con ardore,
lui sfreccia per il letto
e ti conquista il cuore
quando ti salta in petto
e allora ti incatena
più dolce, l’infedele,
di una scodella piena
di latte con il miele.

 (Pierluigi Cappello, 1967 – 2017)

una poesia da “Approssimazioni e convergenze”

Ecco qui, declamata da un fine dicitore (ossia nient’altri che io me medesimo in persona), una delle poesie che saranno incluse in Approssimazioni e convergenze, il libro di prossima uscita per Pietre Vive Editore.

E per il quale, lo ricordo ai distratti, è ancora aperta, fino al 18 ottobre, una campagna di crowdfunding (questa è la pagina per sottoscrivere*).

 

*Chi volesse sottoscrivere ma avesse problemi con il portale Ulule, oppure non disponesse di carta di credito, me lo segnali pure nei commenti, e vediamo di trovare una soluzione.

crowdfunding_istruzioni per l’uso

Come si aderisce alla campagna di crowdfunding per “Approssimazioni e Convergenze”, il mio libro di prossima pubblicazione?
Semplicissimo. Bisogna:

1. andare sul portale Ulule e fornire i propri dati personali, quando li richiede;

2. scegliere l’importo della sottoscrizione (da un minimo di 5 a un massimo di 100 euro, con relativi benefit);

3. pagare con carta di credito, prepagata o postepay (non è possibile usare Paypal).

Se il crowdfunding non raggiungerà la cifra prefissata (1000 euro), tutto sarà automaticamente rimborsato dal sistema.

Nel momento in cui si scrive, siamo arrivati a 274 euro, pari al 27% della cifra richiesta.
C’è tempo fino al 18 ottobre.

Qui sotto un’anteprima di due dei disegni inediti che arricchiranno il volume.

 

nuovo libro in arrivo? forse: dipende da te

Dunque, primo punto: c’è questa cosa che si chiama “crowdfunding”.
In parole povere: chi vuole lanciare un progetto chiede alla gente di aiutarlo finanziandone una certa quota, in cambio ovviamente di un ritorno di qualche tipo.
Finora ne avevo sentito solo parlare, ma sapevo che si sta diffondendo sempre più anche nell’editoria e nella musica, dove purtroppo la crisi è forte e gli editori/produttori non sono più in grado di rischiare alla cieca su un progetto.

Secondo punto: io conosco queste due persone che fanno il mestiere più pazzo del mondo, ossia pubblicano poesia. Si chiamano Antonio Lillo e Alessandro Canzian. Antonio, da Locorotondo, ha fondato le edizioni Pietre Vive; Alessandro, da Pordenone, è il titolare della Samuele Editore.
Poi, Alessandro ha anche lanciato Edita, un’agenzia che offre servizi editoriali di vario tipo, fra i quali anche crowdfunding per libri da pubblicare.

Terzo punto: da qualche tempo, Antonio mi ventilava l’idea di ristampare “Approssimazioni”, il mio primo libro di poesie, che uscì per Pietre Vive nel 2014 e la cui tiratura andò esaurita (il che, per un volume poetico, non è un cattivo risultato). Io, intanto, continuavo a mandargli testi inediti, che nel tempo sono venuti a stratificarsi fino a costituire una nuova raccolta.

A questo punto, è venuto spontaneo far due più due e lanciare l’idea, che si può riassumere così:
– perché, invece di ristampare semplicemente “Approssimazioni”, non facciamo un nuovo libro, arricchendolo con i testi inediti?
– perché non proviamo a finanziarci con un crowdfunding, magari appoggiandoci proprio a Edita?

E infatti, eccoci qui.
Vi spiego in breve come funziona.

– Per partecipare al crowdfunding, bisogna andare sulla pagina dedicata al progetto (ossia questa qui), iscriversi alla piattaforma Ulule e decidere con quale somma si vuol contribuire.
– Si parte da un’offerta minima di 5 euro; per chi partecipa al crowdfunding, il libro sarà disponibile a prezzo scontato (8 euro)
– Chi volesse contribuire per una somma maggiore di 8 euro, può farlo: in tal caso, riceverà ulteriori libri dell’editore, sempre a prezzo scontato.
– Si può pagare con carta di credito, su un link sicuro.
– C’è tempo un mese, quindi fino al 19 ottobre.
– Se alla fine dei 30 giorni non verrà fissata la cifra fissata per il crowdfunding (1000 euro), ai partecipanti non sarà addebitata nessuna spesa.

Quanto al libro:  “Approssimazioni e Convergenze” ripropone “Approssimazioni” (Pietre Vive, 2014), con l’aggiunta di 24 testi inediti, che vengono a comporre un vero e proprio dittico. La sezione inedita, intitolata “Convergenze. Contributo a una storia della bellezza” si ispira a quadri del Rinascimento per riflettere sul tema affascinante e sfuggente della Bellezza.

Il volume originale era arricchito da bellissimi disegni di Michela Neglia. Anche i nuovi testi sono illustrati, ma stavolta le illustrazioni le ho realizzate io, così come la copertina, che è nuova di zecca.

A questo link c’è un piccolo assaggio di testi e disegni.

Questo è quanto. Adesso, sta a voi, mie adorati ventiquattro lettori, mes semblambles, mes frères (et soeurs).

 

P.S.: Se ci sono domande, usate pure il box dei commenti.