i libri letti nel 2017: l’immancabile imperdibile immarcescibile lista

Narrativa (39 + 1 da finire)
Jean Ray, Malpertuis (cominciato nel 2016)
Antonio Lillo, Inventario dei sogni
Antonella Sbuelz, La fragilità del leone
Anatole France, Il procuratore della Giudea (racconto)
Gian Mario Villalta, Scuola di felicità
Gian Mario Villalta, Satyricon 2.0
Rocco Scotellaro, Qualcuno si distrae al bivio (racconto)
Vasilij Aksiònov, Il biglietto stellato
Wu Ming 2 / Antar Mohamed, Timira. Romanzo meticcio
Michael Ende, La storia infinita (con i bimbi)
Alberto Moravia, Storie della preistoria (con i bimbi)
John Williams, Stoner (in inglese)
Alberto Melis, Kamu dei lupi (con i bimbi)
Kurt Vonnegut, Galápagos
Le mille e una notte (edizione per bambini)
Kurt Vonnegut, Madre notte
Silvia Vecchini, Una foglia (racconto – con i bambini)
Madame de Duras, Ourika (in francese – cominciato nel 2016)
Jeff Kinney, Diario di una schiappa (con i bimbi – cazzata immane)
Jeff Kinney, Diario di una schiappa. Portatemi a casa (idem come sopra – appena un po’ meglio)
Gianni Rodari, Favole al telefono (con i bimbi: incantevole)
Ursula Le Guin, L’ultimo pianeta al di là delle stelle
Gianni Rodari, Novelle fatte a macchina (con i bimbi)
Vasco Pratolini, Cronache di poveri amanti
R.H. Barham/G. MacDonald, Due strane storie scozzesi
Johan Johansson, La simmetria imperfetta
Cormac McCarthy, La strada
Choderlos de Laclos, Le relazioni pericolose
Michele Mari, Io venìa pien d’angoscia a rimirarti
Sélim Nassib, Ti ho amata per la tua voce
Franco Buffoni, Il servo di Byron
Laura Pugno, Sirene
Jack London, Prima di Adamo
Enzo Tardia, Jack Kid
Michael Faber, Sotto la pelle
Gianfranco Manfredi, Splendore a Shanghai
Claudio Metallo, Presi a calci – Tre storie di fútbol
Anna Correale, Wendy
Claudio Metallo, Il sindaco
Francesco Cusa, Novelle crudeli (da finire)

Poesia (40 + 1 da finire)
Stefano Guglielmin, Ciao cari
Rachel Slade, Apocryphal House / La casa apocrifa
Raffaele Niro, L’attesa del padre
Milo De Angelis, Incontri e agguati
Paolo Castronuovo, Labiali
Clery Celeste, La traccia delle vene
Andrea Raos, Le avventure dell’allegro Leprotto e altre storie inospitali
Robinson Jeffers, Hungerfield/Campofame
Aa.Vv., Libro soci 2017 Pietre Vive
Anna Maria Farabbi, Dentro la O
Paolo Polvani, Il mondo come un clamoroso errore
Simona De Salvo, La camiceria brillante dei miei anni
Silvio Mignano, La nostra ribelle buona educazione
Giuseppe Gioacchino Belli, Sonetti (scelta antologica)
Vera Lucia de Oliveira, Ditelo a mia madre
Fabio Orrico, Della violenza. Una guerra di nervi
Jamie McKendrick, Chiodi di cielo
Vittorio Sereni, Un posto di vacanza
Stefano Dal Bianco, Prove di libertà
Michael S. Harper, Dear John, Dear Coltrane
Alessandra Romagna/Elvio Ceci, Pareidolia. Vedere ciò che non c’è
Brunella Bruschi, Gli occhi, la voce
Marco Colonna, Ani+ma
Antonio Lillo, SPAM (inedito)
Gian Mario Villalta, Telepatia
Luca Pizzolitto/Massimiliano Bardotti/Serse Cardellini, Ne abbiamo fin sopra i capelli, dell’umano
Fabio Pusterla, Ultimi cenni dal custode delle acque
Andrea Gruccia, Capelvenere
Valerio Magrelli, Guida allo smarrimento dei perplessi
Franco Buffoni, Pettorine arancioni e altre poesie
Antonio Bux, Kevlar
Simone Di Biasio, Partita. Penelope
Vincenzo Gunnella, Un naufrago altrove
Aa. Vv. (a cura di Michelangelo Pascale), Umbria. Omaggio in versi
Aa. Vv., Riflessi DiVersi. I poeti irlandesi ci raccontano
Maurizio Cucchi, Per un secondo o per un secolo
Alessandro Canzian, Il colore dell’acqua
Michele Paoletti, Breve inventario di un’assenza
Pino Simone, Datemi un posto
Anna Maria Farabbi, La casa degli scemi
Maurizio Cucchi, Poesie 1965-2000 (da finire)

Saggistica, biografie (31 + 2 da finire)
Leonardo Sciascia, La strega e il capitano
Marc Myers, Why Jazz Happened
Alyn Shipton, Groovin’ High. The Life of Dizzy Gillespie
Gian Mario Villalta, Padroni a casa nostra. Perché a Nordest siamo tutti antipatici
Wu Ming 1 / Roberto Santachiara, Point Lenana
Francesco Granatiero, Altro volgare. Per una grafia unitaria della poesia nei dialetti alto-meridionali
Angelo Panarese, Storia e trascendenza. L’idea di Dio e della donna nel Medioevo
Ashley Kahn, Il rumore dell’anima. Scrivere di jazz, rock, blues
Fred Hersch, Good Things Happen Slowly. A Life In and Out Jazz
Paolo Fresu, La musica siamo noi
Giampaolo Ascolese, Tim e Tom. Viaggio attraverso la musica jazz
Franco Fabbri, L’ascolto tabù
Stefan Zweig, Momenti fatali
Charles Simic, Il mostro ama il suo labirinto
Georges Duby, Il cavaliere, la donna e il prete. Il matrimonio nella Francia feudale
Carlo Rovelli, L’ordine del tempo
Georges Duby, L’avventura di un cavaliere medievale
Duccio Balestracci, Terre ignote strana gente. Storie di viaggiatori medievali
Charles Simic, La vita delle immagini
Mario Martone / Ippolita di Majo, Il giovane favoloso. La vita di Giacomo Leopardi
Valerio Magrelli, Nel segno di Zeichen (opuscolo abbinato alla lectio magistralis per Umbrialibri)
Anna Maria Farabbi, Perugia
Raffaella Sarti, Vita di casa. Abitare, mangiare, vestire nell’Europa moderna
Alessandro D’Avenia, L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (ripugnante)
Teodoro Custodero, Pensieri superflui sullo spirito ai tempi di Facebook
Vincenzo Cervellera, Murgia muore
Don Tonino Bello, Una fede sul limite
Paolo Giovannetti, La poesia italiana degli anni Duemila. Un percorso di lettura
Riccardo Falcinelli, Cromorama
Errico Malatesta, Al caffè. Conversando d’anarchia e di libertà
Angelo D’Orsi, 1917. L’anno della rivoluzione
Ben Ratliff, Every Song Ever (da finire)
Antonio Carioti (a cura di), 1917 Ottobre rosso. La rivoluzione russa: i fatti, i protagonisti, il mito (da finire)

Fumetti
Tex, nn. 675-686
Tex Magazine
Bonelli/Galleppini, Gli sterminatori
Classic Tex, n. 1
Boselli/Andreucci, Texone, Il magnifico fuorilegge
Color Tex n. 11, Cowboys
Colot Tex n. 12, Sparate sul pianista e altre storie
Boselli/Andreucci, Il vendicatore
Maxi Tex, Nueces Valley
Avventura Magazine. 100 anni di Galep una vita con Tex

Simeoni/Baiguera, Dollari d’argento
Vitaliano/Mosca, Razo, il brigante
Onofrio Catacchio, La mano nera
Morales/Ramacci, Fort Ticonderoga
Voglino/Landini, Ix B’alaam
Di Gregorio/Fattore/Di Vincenzo, Polvere di fata
Marzano/Bianchi, Il sangue dei mortali
Giacomo Bevilacqua, Lavennder
Manfredi/Mauro, Mugiko
Eccher/Forlini, La legge zero
Serra/Rosenzweig, Astromostri
Contro/Avogadro, Memoryville
Barzi/De Stena, Il cuore di Lombroso

Mercurio Loi, nn. 1-8
Lilith, n. 18

Vietti/Bignamini, I pionieri dell’ignoto
Enna/Siniscalchi, La bestia
Masiero/Valdambrini, Cheyenne
Falco-Bigliardo, Maurizio de Giovanni. Le stagioni del commissario Ricciardi: Il senso del dolore.

Orfani. Terra, vol. 1-3
Orfani. Sam, vol. 1-6

Lavezzolo/Essegesse, Kinowa, vol. 1-4

Sergio Toppi, Storie (“I grandi maestri”, vol. 6)
Colman/Cuzor/Thirault, O’ Boys – I vagabondi. Il sangue del Mississippi
Altan, Ada / Macao
Altan, Zorro Bolero / Franz
Muñoz/Sampayo, Alack Sinner. L’età dell’innocenza, voll. 1-2; L’età del disincanto, voll. 1-2
Stefano Casini, Moonlight Blues/Maschere
Sclavi e Cavazzano, Altai & Jonson, voll. 1-3
Attilio Micheluzzi, Siberia
Darwyn Cooke, Parker, voll. 1-4
Filippo Scòzzari, La dalia azzurra
Recchioni/Leomacs, Battaglia. Ragazzi di morte
Aa. Vv., Splatter. Profeti dall’inferno
Magnus, Necron, voll 1-7
Régis Loisel, Peter Pan, 2 voll.
Attilio Micheluzzi, Mermoz
Caput Mundi. I mostri di Roma, nn. 1-3
Recchioni/Leomacs, Battaglia. Lo stalliere
Alfonso Font, Taxi

Kazuo Koike & Goseki Kojima, Lone Wolf & Cub, n. 11-15, 17, 19, 22
Takehiko Inoue, Vagabond, n. 7, 8, 14-17, 22, 24, 50, 51, 52; Vagabond Deluxe n. 1, 11, 15-20, 25-27, 32, 35
Yuki Kodama, Jammin’ Apollon, volumi 1 e 2
Jirô Taniguchi, Venezia

Topolino, n. 3005, 3197 e 3198
Disney Natalissimo (dicembre 2014)
Topostorie: Archimede genio low-cost
I grandi classici Disney, 18 (luglio 2017)
Charles M. Schulz, Peanuts. Gli anni d’oro vol. 1 (1971-1972)

Rat-Man, nn. 118-122
Rat-Man Gigante, nn. 35-
Leo Ortolani, C’è spazio per tutti. La stazione – preview
Leo Ortolani, Oh! Il libro delle meraviglie

Rosinski-Van Hamme et al., Thorgal (ristampa, voll. 33-50)
Boucq/Jodorowsky, Bouncer, vol. 1-6
Bartoli/Recchioni, John Doe (ristampa), vol. 3
François Bourgeon, I passeggeri del vento. Viaggio in Africa
Max Bunker/Paolo Piffarerio, Fouché. Un uomo nella rivoluzione
Hermann, Le torri di Bois-Maury. Il viaggio di Aymar (Babette, Elisa di Montgri, Germain)
Hermann, Le torri di Bois-Maury. Oltre i Pirenei (Reinhardt, Alda, Sigurd)
Hermann, Le torri di Bois-Maury. Verso Gerusalemme (William, Il selgiuchida, Olivier)
Hermann & Yves H., Bois-Maury. La croce e la spada (Rodrigo, Dulle Griet, Vassya, Occhio di cielo)
Joe Kubert, Fax da Sarajevo
Silvia Vecchini / Sualzo, Fiato sospeso
Peyo, Il flauto a sei puffi
Silvia Vecchini / Sualzo, Forse l’amore
Silvia Vecchini / Sualzo, Disegni Diversi
Peyo, La puffetta. La fame dei puffi
Charlier/Giraud, Blueberry: La pista dei Sioux, Il generale Testa Gialla
Charlier/Giraud, La miniera del tedesco perduto, Lo spettro dai proiettili d’oro
Charlier/Giraud, Chihuahua Pearl, L’uomo che valeva 500.000 $
Charlier/Giraud/Rossi, Jim Cutlass, voll. 1-5
Nizzi/Boscarato, Larry Yuma, voll. 1-6
Elzie Segar, Braccio di Ferro nella Valle Nera
Elzie Segar, Alla ricerca di Braccio di Legno “Babbo di bordo”
Moebius, Il mondo di Edena. L’integrale
Bartoli/Recchioni, John Doe (ristampa, vol. 4)
Alan Moore/Alan Davis, The Complete D.R. & Quinch
Alan Moore/Jim Baikie, The Complete Skizz
Christin/Mézières, Valerian, vol. 1-11
Tome & Janry, Spirou + Fantasio. Mafia, Mädchen und Moneten (in tedesco)
Paolo Bacilieri, Fun
Gonano / De Luca, Il commissario Spada. L’integrale

Film (visti e rivisti – 50)
Star Wars Episodio IV. Una nuova speranza (o Guerre stellari, se preferite) – DVD
Star Wars Episodio V. L’impero colpisce ancora – DVD
Star Wars Episodio VI. Il ritorno dello Jedi – DVD
Vita di Pi, di Ang Lee (dove “Pi” sta probabilmente per “pippa”) – DVD
GGG. Il Grande Gigante Gentile, di Steven Spielberg – al cinema (dormito metà del film)
Star Wars Episodio I. La minaccia fantasma – DVD
Star Wars Episodio II. L’attacco dei cloni – DVD
Star Wars Episodio III. La vendetta dei Sith – DVD
Up (2009) della Pixar – DVD
Sing – al cinema (carinissimo, divertente, splendida colonna sonora)
The Great Wall, di Zhang Yimou – al cinema (mah…)
La vita è bella (ovvero: l’ultimo Benigni prima del rincoglionimento) – DVD
I puffi. Viaggio nella foresta misteriosa – al cinema, con i bimbi
State buoni se potete, di Luigi Magni – DVD
Chi ha incastrato Roger Rabbit? – DVD
Luther – mp4, rivisto a scuola per la nonsopiùquantesima volta
L’ultima valle – idem, come sopra
Pirati dei Caraibi. La vendetta di Salazar – al cinema, con i bimbi: fragoroso
Frankenstein Jr. di Mel Brooks – DVD
Lo chiamavano Trinità – DVD
Altrimenti ci arrabbiamo – DVD
Piedone l’africano – in TV, con i bimbi
Wonder Woman – al cinema, con i bimbi
Sweet Love, Bitter – su YouTube
I Called Him Morgan – a Umbria Jazz
Kung Fu Panda 3 – ri-visto in campeggio
Pets – sempre in campeggio)
Continuavano a chiamarlo Trinità – DVD
Banana Joe – DVD
Sandokan (sì, il vecchio sceneggiato TV con Kabir Bedi) – presso una biblioteca
Red e Toby nemiciamici – VHS
Operazione San Gennaro – in TV
War. Il pianeta delle scimmie – al cinema
La jetée (1962) di Chris Walker – su Vimeo
Ritorno all’isola che non c’è – DVD
Cattivissimo me 3 – al cinema, con i bimbi
I sette magnifici Jerry (1965) di Jerry Lewis – DVD
Poliziotto superpiù (1980) con Terence Hill – DVD
Io sto con gli ippopotami – DVD
Ponyo sulla scogliera, di Hayao Miyazaki – DVD
Il mio vicino Totoro, di Hayao Miyazaki – DVD
Lilo & Stitch (2002) di Walt Disney – in TV
Star Wars 8. Gli ultimi jedi – al cinema
Ribelle. The Brave – in TV
A Christmas Carol (2009) di Robert Zemeckis – DVD: la sagra del kitsch
Frozen. Il regno di ghiaccio – in TV
Uno sceriffo extraterrestre… poco extra molto terrestre – DVD
La carica dei 101 (film, 1996) – in TV
La carica dei 102 – in TV, stessa sera
Superfantagenio (1986) di Bruno Corbucci, con Bud Spencer – in TV (ingenuo…)

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in tema con la giornata

Natività

La neve sarà già alta la mattina,
nessuno di loro guarderà il nero dei rami che taglia
il cielo dell’inverno, il cielo che si specchia nella neve
la neve che si specchia dentro il cielo,
sfileranno dalle cassettiere i pantaloni migliori, la gonna giusta
la giacca che era del padre quando si sono sposati
annoderanno la cravatta con dita imprecise
e sapranno di acqua di rose e naftalina
perché sarà il giorno che accoglie la devozione
e ferma il tempo degli abiti sudici, dei tagli sulle mani;
si troveranno tutti nella chiesa troppo grande
per il paese piccolo e daranno al Natale la forma
delle loro giacche sformate, del loro stare vicini,
del vapore dei loro aliti, lo faranno per loro
e perché è la festa, e per tornare alle case
se non conciliati meno pesanti nel buio del giorno corto,
lo faranno allora, lo faranno oggi, lo faranno domani
lo faranno finché starà fermo il palo drizzato
nel mezzo del ricordare di chi li ricorda e la neve,
nel freddo, sarà già alta la mattina.

(Pierluigi Cappello, da “Stato di quiete. Poesie 200-2016”, Rizzoli)

andiamo nel sonno

Piano piano si staccano
i tocchi
da un orologio e nuotano
fra pioggia, vento e vetri di finestre.
Le terrazze tamburellano
come teli da tenda
e il grido dei fanciulli: “Aea!” si perde
nelle vie
come per corridoi
di un castello assediato.

Inverno assediatore,
vecchiaia dell’anno,
mette angoscia nei sensi,
chiude il domani.

Ma lasciamo un momento questa città.
Andiamo nel sonno,
andiamo a vedere che succede.

Vittorio Bodini (da “La luna dei Borboni”)

due epigrammi savoiardi

Bentornato, Maestà
 
Ritorna Sciaboletta,
accolto in pompa magna,
all’avito paese: all’Italietta,
la donna di bordello, la Gran Cagna.
 
* * *
 
Corti e ricorti
 
Ritorna Montanara,
ritorna Curtatone:
laggiù, nella sua bara,
sogghigna il Mascellone.
 
 
 
NOTA: Vittorio Emanuele III, com’è noto, era di bassissima statura (1 metro e 53), caratteristica che gli procurò parecchi soprannomi.
Uno era “Sciaboletta”, perché si diceva avessero dovuto fabbricargli una sciabola apposita, accorciata perché non strisciasse per terra.
“Curtatone e Montanara” (dall’omonima battaglia risorgimentale) era il soprannome dato al re e alla regina Elena, originaria del Montenegro; la perfida boutade è attribuita al Duca Amedeo d’Aosta, i cui rapporti con la casa regnante erano notoriamente non idilliaci.

presentatio in absentia

Testo inviato da Antonio Lillo per la presentazione perugina di Approssimazioni e convergenze, ieri alla libreria Mannaggia.

Presentare un libro di Sergio è sempre una grandissima rogna, ed è uno dei motivi per cui sono molto felice che stasera lo facciano altri al posto mio.

Primo, perché Sergio è una persona molto intelligente, il che oggi – in un paese in cui la mediocrità diventa quasi una regola non scritta della democrazia – può apparire un titolo di demerito, tanto che mi sono sempre chiesto quanto una persona come Sergio, dotato di una intelligenza viva, per certi versi aristocratica, ma votata a un genere di nicchia come la poesia, si senta solo in un paese come il nostro.

Secondo, perché questa intelligenza si riversa in una scrittura non sempre facile, anzi impegnativa, una scrittura che richiede attenzione, tempo, tutto ciò che in Italia, insomma, non tanto piace.

Ragion per cui persino Sergio che difficilmente, da che lo conosco, tratta temi politici, fa poesia a suo modo politica, a tratti fortemente politica, nel senso che potendo scegliere di scrivere in maniera anche più semplice di come fa, di assecondare i gusti del pubblico, ha preferito invece questa forma di scrittura che io definisco vertiginosa, che cioè si pone molto in alto, in modo da avere la visione più ampia possibile sul mondo intorno, persino quando va al cuore delle cose. Una poesia che ha delle ambizioni per certi versi primonovecentesche, anche quando Sergio stesso, per modestia, abbassa il tiro sul proprio quotidiano.

Insomma, parlare con lui di tutto questo potrebbe rischiare di sfociare in ambiti del discorso poetico che magari lui non aveva nemmeno considerato nei suoi testi. Il che non è necessariamente un male, ma rende tutto parecchio impegnativo, e così si torna al discorso di cui sopra: quando parliamo di poesia, ci va o non ci va di addentrarci in un discorso più impegnativo di quelli che ormai ci siamo abituati a sopportare?

Lo stesso Sergio, a onor del vero, si è accorto con gli anni dei rischi impliciti di seguire una tale ricerca, e nelle ultime raccolte ho notato il tentativo di rendere la materia di cui tratta un pizzico più corporea, senza mai farsi prosaica, mediata da una ironia tutta oraziana. Dove questa ricerca lo porterà, se in un deserto oppure al silenzio, come auspica lui stesso, non sappiamo.

Ma questo libro in particolare, Approssimazioni, che è il primo vero che ha pubblicato a suo nome nei primi mesi del 2014 ed è qui ristampato insieme a Convergenze in un’opera secondo me perfetta, anche a distanza di tre anni pare venire da un luogo assai lontano.

La raccolta, arricchita dai disegni dello stesso Sergio – che si affiancano a quelli originali di Michela Neglia –, mette insieme due opere che vanno in opposta direzione, ma entrambe concentrate intorno al potere evocativo della Parola (il Verbo, si sarebbe detto un tempo), connettendosi con le correnti più sperimentali della nostra ultima ricerca poetica, da De Angelis a Magrelli, in cui la Parola cerca di arrivare al centro del mondo, facendolo scoppiare e poi ricostruendolo da capo. Migliorandolo. È un’impresa titanica, che richiede molta fiducia nelle proprie capacità, e proprio per questo non è una cosa che si possa fare impunemente, a qualsiasi età. Ci sono periodi della propria vita artistica che lo permettono e altri che lo negano, o addirittura rinnegano quanto si è fatto. In tal senso Approssimazioni e Convergenze è un’opera non solo bellissima, ma anche la fotografia di un periodo particolare della vita di un poeta, in cui mezzi espressivi e ambizioni viaggiano sulla stessa linea d’onda.

Qui in basso: Elena Zuccaccia si lillizza per leggere il comunicato dell’Editor Maximus, alla presenza di un raccolto ma inclito pubblico di connoisseurs. Alla mia destra, Costanza Lindi. Sullo sfondo, i disegni che adornano il volumetto.
Di seguito, qualche altro momento della presentazione.

quattro poesie di Maria Borio

 (i testi vengono da qui)

Isola

Nella notte il vetro dei grattacieli di Isola
sembra una faglia sull’orizzonte,
il semicerchio della struttura che dice
il potere di rendere solida l’acqua
e liquefarsi al momento
che hai finito di circoscrivere.

Qui le ore distinguono
il silenzio netto, il rullio dei treni,
le gocce nell’aria, le fibre –
ma l’alba ci ha fermato in un suono contorto:

le curve del tempo vuoto
la fuga nel sottopassaggio
l’elettricità aperta tra gli ascensori e il cibo decongelato
gli artefici di questa pulizia di vetro
o una prova molto umana per fermare un azzurro fragilissimo.

Seduti al limite della fontana
ecco il sorpasso: il freddo incorruttibile
si restringe e una folla normale
scala i tratti del volto. Al bar mi dici
che è metafora del mondo
oggi trattenendo il cibo nella bocca
il grande vetro di questi edifici
e il cibo profondo negli organi:

meccanica e carne invisibili
e la loro imperfezione avvolge al puro e all’impuro
entrando uscendo dal grande vetro
come l’arte afona e oscura di Duchamp
taglia a sezioni.

Nel caso premi la mano, può frangersi

o resistere come l’etere resiste,

e lì coscienti o da noi separati

puro e impuro,

il grande schermo di Isola

o un continente.

(Il luogo di Isola è l’omonimo quartiere di Milano, 2015-2016)

*

Atmosfera

Ogni respiro è una piccola morte
o forse come dire le mani sulla pancia
vuota di una donna che dentro vuole

un figlio. Ogni respiro si ferma quando
pensiamo al futuro di una generazione
in stanze condivise, contratti condivisi

le mani sul diaframma alto e basso,
se alto dire “saremo”, se basso dire
la pancia esile a cui nessuno fa caso,

quanto sia vera, quanto il desiderio
sia “posto” come quello del palazzo
piantato da anni vicino al fiume,

appartamento che tiene vite multiple,
o quello sulla riva dei platani tranquilli
della famiglia delle anatre che sceglie

libera dove farsi la casa. Noi ascoltiamo
il ritmo di un respiro, la pancia
che si alza, si abbassa, si tende

mentre la tocchi come non dovesse
rapprendersi mai, non è l’arancia vecchia
che in cucina abbiamo dimenticato.

Pensiamo alla massa giovane dei bianchi
di cultura bianca e la loro vita appena adulta
in stanze, contratti, questa pancia

tutta occhi che riconosce, classifica, scrive
sopra il cervello dell’intestino. Sono nati
gli anatroccoli perché è maggio, la famiglia

migra all’argine vicino al parco. Avete visto
la traccia del nido strappato, una cortina
di ruggine. Così l’appartamento quando è vuoto

come se tutti si fossero spostati lasciando
i giocattoli filamentosi, i vestiti industriali,
contraccettivi, scatole d’aria.

Seguiamo la corrente, sentiamo altre forme:
sotto le case fondamenta, sotto la riva radici.
Il cono dell’atmosfera vuoto su tutti, azzurro.

Torino, maggio 2017

*

Distanza

Fermati e ritaglia la regola delle due parti,
i piedi come sono lontani dagli occhi:

in ogni persona fissa questa distanza.
Il corpo di tutti è unità di misura,

ma nessuno uguale – la distanza che sempre
trema dai capelli ai talloni dei bambini

adesso è il contatto tra il caldo a morsa dell’estate
e la pioggia grigia quando iniziano ad abitarsi.

L’aria è ferma, arsa, lenta come una bestia.
La distanza tra piedi e occhi asciuga.

Sul fondo della valle siamo rimasti schiacciati,
non più reali – noi e le macchine, i covoni pressati,

i cavalli calmi. L’aria preme lo stomaco: a volte toglieva
colore ai cespugli del lauro, lo fissava negli occhi

e credevamo che l’atmosfera diminuisse,
che avessimo respirato solo pensando

al colore. Salivamo – mi guardavi come se tutte le luci
del fondo fossero occhi e potessero guardarci.

La distanza tra i capelli e i piedi trema selvatica
fra il punto più alto di questa collina e a est

la gemella, una forma pulita e la schiena
di un cavallo che dorme. La luna è alta in fretta.

Restiamo vuoti a guardarla senza saperle dare un nome
le teste senza meta che la cercano.

Perugia-Assisi, agosto 2017

*

Nord

Sapersi avvicinare.
Così vediamo l’enigma della distanza
dal posto in cui si addensano i luoghi che ci hanno abitato.
Inizio chiamando le isole d’erica e ghiaccio
l’alba atlantica
un aereo al decollo
versi crudi di gabbiani come sottili catene.

Chiedete nudità. Le scogliere si aprono
più a sud in un prato piatto
e gli animali sono immobili
come una sinfonia che si avvolge su se stessa:
pensavo alla loro bicromia
stordita di sidro trovando in qualche angolo
della lingua il barniolino
mele acide, bacche rosse
la pianura emiliana premuta dalla nebbia
che si incastra nei movimenti.

Affacciati, dall’alto sul mare,
ripeti la vertigine
nel basso della pianura
in contrappeso.

Mi sono affacciata ed era spazio più ampio
una meridiana arsa di capperi e lava
tesa a lande calcaree, dorsali.
Gli uomini sdraiati sul fondo dell’Europa
forse mi hanno guardato, e chiedo
sarete intrecciati nei posti che ho visto
in uno solo breve come poter dire
cosa sono i miei anni minuscoli
attraverso lo scontro di sud e nord.

Ogni luogo appartiene ad altri.
Li appoggio senza genealogia,
gli do odore, ricevo umido e arido.
Ci bagnano o uccidono.

Ero nel punto più alto della scogliera
nel vento del nord affilato, lunare.

Voi li abitate adesso. Avvicinatevi.
Mi affaccio, salto –
da roccia a roccia sopra un resto.

Roma-Londra, 2016
Maria Borio è nata a Perugia nel 1985. È dottore di ricerca in Letteratura italiana. Una raccolta di sue poesie, Vite unite, è presente nel XII Quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2015); nel 2017 è uscita la sua prima silloge, intitolata L’altro limite (Lietocolle). Cura la sezione poesia di “Nuovi Argomenti”. Ha scritto i saggi “Satura”. Da Montale alla lirica contemporanea (Serra, 2013) e Poetiche e individui. La poesia italiana dal 1970 al 2000 (in uscita per Marsilio).