crepuscolo

La poesia dovrebbe parlare anche di questo
del momento in cui resti immerso nel grigio
e non succede assolutamente nulla
nessuno scende dalle scale
nessuno ti interrompe il respiro
con parole fuori sincrono e non pensi
assolutamente a nulla non provi
nemmeno a spostare il braccio intorpidito fosse
per te lasceresti fare alla muscolatura involontaria
i polmoni si regolano da sé il cuore
pompa il minimo indispensabile
qualunque pensiero declina appena lanciato
la poesia dovrebbe scendere fino a questo punto
infimo del metabolismo animale
per mettersi alla prova esercitarsi all’apnea
sono bellissime le foglie lassù in alto
ma nessuno dovrà toccarle mai.

due traduzioni da Goethe

Wandrers Nachtlied

Über allen Gipfeln ist Ruh.
In allen Wipfeln spürest du
Kaum einen Hauch;
Die Vöglein schweigen im Walde!
Warte nur, balde
Ruhest du auch.

(Johann Wolfgang Goethe)

* * *

Canto notturno del viandante
(traduzione letterale)

Su tutte le cime c’è pace.
In tutte le fronde ascolti
a malapena un brusio;
gli uccellini tacciono nel bosco!
Aspetta ora, presto
riposerai anche tu.

* * *

Canto notturno del viandante
(traduzione metrico-ritmica)

Su tutte le cime, c’è pace.
In tutte le fronde, si tace
ogni rumore.
Nel bosco ogni uccello ora è fioco.
Avrà pace tra poco
anche il tuo cuore.

(traduzioni mie)

humour latino – 2

Salve, ragazza dal naso non piccolo,
dal piede non bello e dagli occhi non neri,
le dita non lunghe e la bocca non netta,
la lingua davvero non proprio elegante,
amica del bancarottiere di Formia.
Ti dicono forse in provincia: “Sei bella”?
Ti si paragona forse alla mia Lesbia?
Che gente ignorante e priva di spirito!

Catullo, Carmina, XLIII
(traduzione mia)

che cosa è poesia?

Una ragazza ti ha chiesto: Che cosa è poesia?
Volevi dirle: Già il fatto che esisti, ah sì, che tu esisti,
e che nel tremore e stupore,
che sono testimonianza del miracolo,
soffrendo mi ingelosisco della tua piena bellezza,
e che non posso baciarti e con te non mi posso giacere,
e che non ho nulla, e colui che è sprovvisto di doni
è costretto a cantare…
Ma non glielo hai detto, hai taciuto
e lei non ha udito quel canto…

Vladimir Holan (da “Una notte con Amleto”)
traduzione di Angelo Maria Ripellino

confabulazioni

“El recuerdo imposible de haber muerto…”
(J.L. Borges)

Quando arriva quest’ora
immagino sempre il peggio
chiudo gli occhi ascolto l’aria
a picco nella gola.

Una volta era proprio come adesso
però accanto c’eri tu gettavi
la brace nel buio
Roma era la solita bolla di bassa pressione
se solo ti avessi sfiorato le palpebre
appena le hai chiuse.

Ci diremo ancora parole così
già faccio fatica a recuperare la voce
il freddo mi ha raggiunto le gambe
ricordo cose che non ho mai vissuto.

gioia

Grazie all’incuria della pubblica amministrazione
i papaveri sono cresciuti rigogliosi
sul bordo del marciapiede
e Gioia nel suo quattordicesimo
mese può attraversarli
a gambe ben divaricate nel suo body
rosa confetto bionda
in mezzo a tutto quel rosso.