mi si intervista (mi si)

Sul sito di Umbria Poesia, Martina Pazzi, mi fa quattro domande e io cerco di rispondere.

Crescendo e maturando (ormai ho passato la fatidica soglia degli -anta), ho imparato sempre più ad apprezzare il valore salvifico dell’anacoluto. […]
È una lezione che mi viene anche da due delle mie grandi passioni: il Giappone e il jazz. Nella calligrafia giapponese, e nell’arte giapponese in generale, non è la perfezione ad essere apprezzata, quanto piuttosto il suo contrario. Una ciotola da té è più bella se è grezza, o addirittura se è rotta e poi riparata, o se porta su di sé la patina del tempo. Di una calligrafia, si apprezzano i segni del pennello, le piccole macchie d’inchiostro cadute per caso sul foglio. C’è persino una parola per definire questo concetto: “wabi-sabi”, ossia la bellezza di ciò che è caduco, impermanente.
Per quanto riguarda il jazz: i grandi jazzisti sono stati sempre maestri nel valorizzare l’errore e trasformarlo in arte. Thelonious Monk diceva che l’importante non è non fare errori, ma fare gli errori giusti; e Miles Davis era famoso per la sua abilità nel trasformare le note false, le stecche in inaspettati punti di svolta. Solo accettando il momento presente, con la sua imperfezione, si può creare qualcosa di veramente bello.
Attenzione: non sto lodando il lavoro pasticciato o l’incuria. Sto solo cercando di preservarmi da quella perfezione parnassiana che rende un’opera simile a un cadavere. Anche quando disegno – un’altra delle mie passioni – mi piace lasciare sempre un dettaglio incompiuto, una linea non completamente finita, una campitura grezza. E confesso che alcuni dei miei versi che amo di più sono nati per caso, da un errore o da una svista.

(Tutta l’intervista si può leggere qui.)

prossimi appuntamenti_Roma e Perugia

Sabato 10 dicembre alle ore 11 sarò a Roma, alla fiera della piccola editoria “Più libri, più liberi” (EUR, Palazzo delle Esposizioni, Sala Ametista), per presentare un’antologia edita da La Vita Felice, in cui è incluso un mio testo. Ci saranno anche parecchi degli altri autori selezionati.
Qui le informazioni sull’evento e qui quelle sul testo.

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Martedì 13 dicembre, ore 19, sarò a Perugia pressò l’Umbrò, in via Sant’Ercolano 2, per presentare a un reading-dibattito sul tema “Poesia e donna”, insieme a Luisa Castro e Silvio Mignano.

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presentazione in Veneto_sabato 3 dicembre

Sabato 3 dicembre sarò a Teglio Veneto, ridente paesino al confine con il Friuli, per presentare in anteprima il mio ultimo pargoletto…

 

Il libro è già ordinabile sia in libreria, sia sui principali rivenditori online, come Amazon o ibs.it., al modicissimo prezzo di 10 euri.
In alternativa, si può ordinare anche inviando una mail a info.qudulibri@yahoo.it; in questo modo, lo si ottiene senza spese di spedizione e con lo sconto del 15% delle promozioni natalizie dell’editore Qudu.

Poi non dite che non ve l’avevo detto, eh?

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poesie di amiche, pubblicate da amici

Su Atelier Poesia, un’anteprima di “Ordine e mutilazione”, di Elena Zuccaccia, in uscita per le edizioni Pietre Vive.

Qui sotto una poesia, il resto lo trovate qui.

* * *

SÅSOM I EN SPEGEL

di vedere questo
corpo nudo non
ne posso più crepare
immagino almeno
lo potessi cuocere
per dire
la carne mi piace
alla brace
certo di te bianca così
come tacchino
più che Canova
che si può fare
(potrei)
imbracarti di spago
a mo’ di involtini
mangiarti a bocconcini
fare nell’olio la
scarpetta col
pane sciapo

per sempre digerire

(Elena Zuccaccia)

 

(Elena

allarmi

1.
Ancora una volta troppo
vicino ai tuoi minuscoli seni

potessi articolare
la tensione inversa
e il maglione azzurro
prima della strettoia

e invece ancora
una volta i fianchi
sfuggiti alla presa

c’era un graffio aperto
sui pollici troppo sottili
e il segno di un’unghia tra le scapole.

2.
Un giorno può darsi
smetterò di pungermi
su ogni angolo del tuo corpo
urtare nei gomiti sbagliare
l’angolo delle ginocchia.
Un giorno smetterò di morderti
troverò la strada più soffice.

3.
Non alzare le braccia
e non scoprire i denti
ti ho vista tremare per molto meno
e io non saprei reggere all’assalto.