parliamo un po’ di me (2)

Ecco, questa invece non la sapevo, anzi la notizia mi è appena arrivata, ed è una graditissima sorpresa e – lo ammetto – anche un’emozione notevole.
Il mio Approssimazioni (Pietre Vive, 2014) è stato scelto tra i dieci semifinalisti del premio “Solstizio” 2015. Considerando che la giuria è composta da nomi di assoluta importanza e che gli altri libri sono tra i migliori usciti ultimamente in Italia, direi che io per quanto mi riguarda la considero già una vittoria.
Cioè, voglio dire: il mio libro, letto da Milo De Angelis. Potrei anche non scrivere più un verso e ritenermi comunque soddisfatto di me.
Qui l’annuncio e le informazioni complete.

parliamo un po’ di me

Okay, io lo sapevo da un po’ ma non potevo ancora dirlo. Adesso è ufficiale, quindi posso bullarmi a mio piacimento.
Una mia raccolta di poesie, intitolata “Oltre il margine” è risultata vincitrice del concorso Faraexcelsior 2015 e sarà pubblicata a breve dall’editore Fara. Ringrazio tutti i giurati per le belle parole che hanno speso per i miei versi.

Qui la notizia e qualche anteprima.

P.S.: lo so, ultimamente il blog langue, ma il lavoro mi sta ammazzando. Appena riesco a ricaricare le batterie sarò di ritorno.
Stay tuned.

cangiar non posso

Per qual mordace lima
discresce e manca ognor tuo stanca spoglia,
anima inferma? or quando fie ti scioglia
da quella il tempo, e torni ov’eri, in cielo,
candida e lieta prima,
deposto il periglioso e mortal velo?
C’ancor ch’i’ cangi ’l pelo
per gli ultim’anni e corti,
cangiar non posso il vecchio mie antico uso,
che con più giorni più mi sforza e preme.
Amore, a te nol celo,
ch’i’ porto invidia a’ morti,
sbigottito e confuso,
sì di sé meco l’alma trema e teme.
Signor, nell’ore streme,
stendi ver’ me le tuo pietose braccia,
tomm’a me stesso e famm’un che ti piaccia.

Michelangelo Buonarroti
(Rime, CLXI)

il Narciso e la rosa

Non Narciso, lo specchio
brilla nel verdecupo
prato della mia morta
fanciullezza di lupo…

Buona sera, Demonio,
mi ascolti sorridendo?
Ma non aprire bocca,
ho capito, mi arrendo.

Parlavo dello specchio
che null’altro è che luce
pura, riflessa – nido
di poetici echi.

No, Narciso non c’entra,
s’è guardato abbastanza;
e, una volta tanto,
posso affrontarti intrepido.

Sogno o indífferenza.
o memoria, non so,
l’argenteo specchio splende
nel nero prato solo.

Mi soggíoga il suo raggio
vespertino che fruga
immoto nella mesta
ombra del paesaggio.

Vieni, caro Demonio,
e contempliamo insieme
l’assenza di Narciso
nell’argento del sogno.

Non imperversa il riso
nella tua bocca odiosa?
Ebbene, amico, cogli
nell’orto una rosa.

Moralità o poesia o
bellezza, non so,
protendo questa rosa
a rispecchiarsi sola.

Pier Paolo Pasolini
(da “Poesia in forma di rosa”, 1964)

metrica

Ho in attesa (penso) quattro libri
di poesia e non ho voglia (nessuna)
di leggerli (mentre
catalogo gli odori in una scala
dal più aspro al più dolce e penso
anche questa è metrica
la rima fra il collo
e l’inguine la cesura
delle labbra e il ritmo
docile dei fianchi).

de lohn

Non c’è
un’altra forma del mondo
che si appoggi al mio cuore
con quel tocco, quell’orma.
(Mariangela Gualtieri)

Mi sorprendo come al solito a pensarti
stavolta però mi viene
da chiederti scusa.
Perché penso a tutto il tempo
in cui non ti ho conosciuta
scandaglio senza frutto un’acqua
nera e immobile.
La tua assenza sa di neve
mi ferisce il palato.
Tutte le volte avrei dovuto
trovare parole senza futuro
inciderti una sillaba
profondamente sullo zigomo.